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Piani di sicurezza dell’acqua a tutela degli utenti di Valdicastello e Pietrasanta

Un Piano di Sicurezza delle acque per gli acquedotti di Valdicastello e Pietrasanta: è quanto avviato da GAIA S.p.A, in seguito al ritrovamento di tallio nelle acque potabili in queste aree. Il progetto prevede la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, di A.R.P.A.T., della USL 12 Viareggio – Dipartimento di Prevenzione , Autorità Idrica Toscana e del Comune di Pietrasanta. Di seguito riportiamo una relazione che spiega cosa sono i PSA e come vengono organizzati e gestiti. In allegato, inoltre, è possibile scaricare i documenti con le informazioni dettagliate circa la composizione del Team di lavoro, il Piano delle attività, la normativa di riferimento e anche gli atti del Workshop tenutosi a Pietrasanta il giorno 11 maggio 2015.

Piani di sicurezza dell’acqua

L'acqua ad uso potabile viene controllata con le modalità previste dal D.Lgs 31/2001 e s.m.i. che stabilisce i punti di prelievo, i parametri da determinare e i limiti di qualità.

Gaia S.p.A, gestore dell'acquedotto, è tenuto ad effettuare controlli interni per la verifica della qualità dell'acqua, destinata al consumo umano.

USL 12, competente territorialmente, effettua controlli esterni per verificare che le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti di legge sulla base di programmi elaborati secondo i criteri generali dettati dalla Regione Toscana.

Nel 2004 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto i “Water Safety Plans” (Piani di Sicurezza dell’acqua - PSA) che introducono un nuovo approccio nel controllo di qualità delle acque destinate al consumo.

La metodologia proposta è simile a quella dell’HACCP (Hazard Analisis and Critical Control Points), usata da anni nel settore alimentare.

Con l’introduzione dei PSA nei sistemi di gestione idro-potabile si ridefiniscono le strategie di controllo, passando da un approccio focalizzato prevalentemente sulla verifica di conformità del prodotto finito (l’acqua al punto di consegna) alla realizzazione di un sistema globale di valutazione e gestione del rischio che copre l’intera filiera idrica.

Il PSA rafforza sostanzialmente il sistema dei controlli ai punti di prelievo sulla rete acquedottistica, integrando elementi di analisi sito-specifica e di flessibilità necessari a garantire un approvvigionamento idrico sicuro e considerando ogni evidenza e plausibilità di eventi pericolosi e pericoli di tipo chimico, microbiologico, fisico e radiologico anche rispetto a contaminanti emergenti, non oggetto di controllo routinario.

Tale approccio è coerente con la Direttiva, votata all’unanimità in Commissione Europea il 20 aprile scorso, che modifica drasticamente i criteri che presiedono alla sicurezza delle acque potabili, in quanto prevede l’applicazione di un modello preventivo di analisi dei rischi. La norma dovrà essere recepita nella legislazione italiana nel prossimo triennio.

Per favorire l’applicazione della Direttiva è stata predisposta, a cura dell’Istituto Superiore di sanità, una Linea Guida nazionale, sulla base di un finanziamento del Ministero della Salute attraverso il Centro Nazionale Prevenzione e Controllo delle Malattie (C.C.M.)

Il Ministero della Salute, pertanto, ha avviato sul territorio nazionale diverse iniziative che riguardano l’implementazione dei piani di sicurezza (PSA) nei sistemi acquedottistici, promuovendo studi pilota e modelli sperimentali. Tra questi, nell’ambito del programma CCM 2014,  con la supervisione della Direzione Generale Prevenzione Sanitaria, si e messo in cantiere un progetto per l’implementazione di PSA per gli acquedotti di Valdicastello e Pietrasanta, gestiti da Gaia S.p.A. Il progetto prevede la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, di A.R.P.A.T., della USL 12 Viareggio – Dipartimento di Prevenzione – Autorità Idrica Toscana e del Comune di Pietrasanta.

Tali piani di sicurezza sono sviluppati da un team di operatori del gestore del Servizio idrico, in possesso di conoscenze adeguate di ogni segmento della filiera idropotabile; il team si avvale anche della collaborazione di soggetti esterni con competenze ambientalistiche e di salute pubblica.

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