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Coronavirus: ecco perchè l'acqua del rubinetto è sicura

L'acqua è fondamentale per la nostra vita ed è anche un'utile alleata nella lotta contro il Coronavirus: ecco perchè possiamo fidarci dell'acqua del rubinetto, erogata nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.
 
Fin dai primi giorni di marzo l'Istituto Superiore di Sanità ha emanato delle "pillole antipanico", seguite poi dal rapporto ISS COVID 19 n.10 del 7/4/2020 del titolo " Indicazioni ad interim su acqua e servizi igienici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2". In questi documenti l'ISS richiama la sicurezza dell'acqua del rubinetto rispetto ai rischi di trasmissione della COVID-19 e specifica che "non sussistono motivi di carattere sanitario che debbano indurre i consumatori a ricorrere ad acqua imbottigliate o bevande diverse". Infatti la sorveglianza attiva e le molteplici misure attuate dai gestori del Servizio Idrico per garantire la qualità microbiologica dell'acqua distribuita risultano consolidate ed efficaci anche rispetto ad altri virus più conosciuti e più resistenti del nuovo coronavirus.
Non a caso, si legge nel rapporto emanato dall'ISS, "il virus non è mai stato ad oggi rilevato in acque destinate al consumo umano".
Inoltre, per quanto attiene i reflui fognari e la depurazione, il Gestore informa che " le correnti pratiche di depurazione sono efficaci nell’inattivazione del virus". In particolare, è specificato che le fasi finali di disinfezione dei trattamenti di depurazione consentono "di ottimizzare le condizioni di rimozione integrale dei virus prima che le acque depurate siano rilasciate nell’ambiente".
 
Vediamo nel dettaglio cosa scrive l'Istituto:

 

Non aver paura di bere l’acqua del rubinetto perché:

  • le acque di rubinetto sono sicure rispetto ai rischi di trasmissione della COVID-19 e non sussistono motivi di carattere sanitario che debbano indurre i consumatori a ricorrere ad acque imbottigliate o bevande diverse;
  • le correnti pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento del virus, dati i tempi di ritenzione e i fenomeni di diluizione che caratterizzano i trattamenti, uniti a condizioni ambientali che pregiudicano la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati); la fase finale di disinfezione consente inoltre di ottimizzare le condizioni di rimozione integrale dei virus prima che le acque depurate siano rilasciate in ambiente;
  • allo stato attuale non risultano evidenze di trasmissione della malattia da SARS-CoV-2 a livello di sistemi fognari e trattamento delle acque reflue e non si hanno evidenze di infezione, né per il nuovo Coronavirus né per altri Coronavirus, nel personale esposto professionalmente a reflui, adottando gli ordinari dispositivi di protezione individuale e le correnti norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.
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